syndicom approva l’accordo di settore per la stampa in Svizzera tedesca e Ticino; Primo passo verso contratto collettivo di lavoro

syndicom dice Sì all’accordo di settore per la stampa - syndicom

syndicom dice Sì all’accordo di settore per la stampa

Il 28 aprile 2026 syndicom ha approvato l’accordo di settore per la regolamentazione delle condizioni minime di lavoro nella stampa. L’accordo di settore introduce standard minimi urgentemente necessari per gli operatori dei media della Svizzera tedesca e del Ticino. Si tratta di un primo passo dopo un lungo periodo senza contratto. L’obiettivo resta quello di migliorare ulteriormente le condizioni di lavoro grazie a un’evoluzione del partenariato sociale.

In un contesto rimasto privo di regolamentazione da due decenni e segnato da piani di risparmio e licenziamenti collettivi, i membri di syndicom hanno adottato, in occasione della conferenza di settore degli operatori dei media, l’accordo di settore per la regolamentazione delle condizioni minime di lavoro. L’accordo collettivo è un compromesso raggiunto attraverso numerose tornate negoziali con l’Associazione degli editori VSM.

Standard minimi al posto di uno spazio «privo di regole»

L’accordo di settore obbliga per la prima volta da decenni le case editrici firmatarie a rispettare standard minimi vincolanti. In un mercato del lavoro finora caratterizzato da pressione salariale, precarietà e continui tagli del personale, si tratta di un passo importante per uscire da una situazione di assenza di contratto.I miglioramenti sono particolarmente percepibili per chi entra nella professione. I salari d’ingresso concordati sono superiori al livello precedente e correggono in parte la sottoretribuzione strutturale dei giovani operatori dei media.Stephanie Vonarburg, responsabile del settore media e vicepresidente di syndicom, afferma:

Un contratto collettivo deve intervenire prima di tutto laddove la pressione è più forte: sui salari più bassi e sui rapporti di lavoro più precari. Un settore ha futuro solo se rimane attraente per le nuove leve. Con l’accordo di settore ci attendiamo, per circa il 20 per cento del personale potenzialmente assoggettato, miglioramenti concreti dei salari d’ingresso.

L’accordo crea così le basi su cui costruire ulteriori miglioramenti e impedisce nuovi passi indietro sulle condizioni di lavoro. Offre al settore la possibilità di uscire dalla modalità di crisi che dura da anni.

Punti critici per gli operatori dei media indipendenti

Per quanto importante, su un punto centrale l’accordo di settore resta indietro rispetto alle rivendicazioni di syndicom. La principale critica riguarda gli onorari degli operatori dei media indipendenti. Nell’accordo di settore questi non sono fissati in modo vincolante, ma devono semplicemente essere adeguati. Considerato che gli operatori dei media indipendenti hanno subito in modo particolarmente marcato le conseguenze dell’assenza di contratto, ciò è insufficiente. Tuttavia syndicom è riuscito a far riconoscere la necessità di onorari adeguati.Stephanie Vonarburg, responsabile del settore media e vicepresidente di syndicom, sottolinea:

Gli onorari degli indipendenti devono essere regolati e migliorati. Una tariffa giornaliera inferiore a 550 franchi non è adeguata, con questa cifra non si può vivere. È un principio riconosciuto in qualunque professione artigianale e deve tornare a essere lo standard minimo anche nel settore dei media. Per ottenerlo serve però ancora molto lavoro di informazione e sensibilizzazione.

Dopo la decisione, ora tocca agli editori

Dopo la decisione di syndicom, ora spetta alla VSM decidere in merito alla propria adesione il 7 maggio. Con il comunicato pubblico del 22 aprile, la presidenza della VSM ha spianato la strada a tale decisione. Anche impressum ha dichiarato di volersi unire all’iniziativa. Affinché l’accordo di categoria entri in vigore, è necessario che un numero sufficiente di case editrici lo sottoscriva, in modo che almeno 3’000 dipendenti siano soggetti al contratto. Si tratta, secondo il quorum concordato, dei tre quarti dei potenziali soggetti al contratto.

Impegno per un CCL forte

L’accordo di settore ha una durata di tre anni dall’entrata in vigore, quindi fino al 2029. Ogni anno le parti sociali ne verificheranno congiuntamente l’attuazione. Esse intendono inoltre svilupparlo ulteriormente in modo congiunto. L’accordo di settore è quindi un primo passo verso un vero e proprio contratto collettivo di lavoro.Stephanie Vonarburg, a capo dei negoziati di syndicom, è convinta:

Un nuovo CCL deve intervenire laddove l’accordo attuale non porta progressi né soluzioni: su onorari minimi vincolanti, su un’evoluzione salariale per tutti, sulla protezione contro i licenziamenti e su condizioni di lavoro eque e durature per tutti gli operatori dei media, sia per quelli assunti a tempo indeterminato sia per gli indipendenti.

syndicom è la voce di tutto il personale dei media e si impegna, insieme ai propri membri, a favore di condizioni di lavoro e condizioni quadro vincolanti nel settore dei media.