SEV delegati hanno tenuto un’assemblea a Losanna; 2027 dedicato alla salute di tutti i dipendenti
19 giugno 2026 Il giornale del sindacato del personale dei trasporti SEV N. 8 AZB 3000 Bern 6 Post CH AG La varietà nel SEV Discussioni interessanti alla Giornata della diversità. 2 Democrazia al SEV Assemblee dei delegati di SEV, USS e sottofederazioni. 4 – 7 FFS Cargo Una delegazione del personale, sostenu- ta dal SEV, incontra la Direzione FFS. 4 MICHAEL SPAHR L o scorso 11 giugno 2026, oltre 120 delegati/e hanno espresso la propria opinione. Hanno tracciato una chiara rotta per il SEV: condurrà campa- gne, rafforzerà il proprio profilo sindacale e si batterà per la salute dei lavoratori e delle lavoratrici dei trasporti pubblici. L’Assemblea dei delegati a Losanna è stata la prima del genere: è il luogo in cui, tra un congresso e l’altro, i/le delegati/e fanno il punto della situazione, definiscono la linea da seguire, discutono degli sviluppi attuali e lanciano campagne. La priorità assoluta è l’integrità fisica dei nostri colleghi e delle no- stre colleghe che, giorno dopo gior- no, fanno muovere la Svizzera. Ciò implica non solo la protezione dalle aggressioni, ma soprattutto la tute- la della salute di tutti i lavoratori e le lavoratrici sui laghi, sulle strade e sulle rotaie. Su questo tema sono intervenute le ospiti Irina Guseva Canu di Unisanté Losanna, la diret- trice dell’UFT Christa Hostettler e Ursula Kulke dell’Ufficio per le que- stioni relative ai lavoratori (ACTRAV) dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), che hanno fornito contributi impegna- ti. Al fine di tutelare l’integrità fisica e psicologica dei nostri colle- ghi e delle nostre colleghe, su deci- sione dei/delle delegati/e porteremo avanti la campagna contro la vio- lenza e a favore del rispetto nei con- fronti del personale, sia in occasio- ne della tavola rotonda presso l’UFT sia durante la giornata d’a- zione nazionale del 3 settembre. D’ora in poi, sotto la guida del nostro vicepresidente Pablo Guari- no, l’intero 2027 sarà dedicato a una campagna volta a tutelare la salute di tutti i nostri colleghi e di tutte le nostre colleghe, in tutti i settori. Dobbiamo mettere il dito nella piaga: sempre più lavoratori e lavoratrici sono confrontati con rischi e problemi di salute. Il lavoro non deve far ammalare. Un altro tema importante per noi è l’incarico affidato al Comitato SEV di adottare un approccio più incisivo e combattivo, affinché il SEV nel suo complesso possa rap- presentare in modo ancora più effi- cace gli interessi di tutti i propri iscritti nelle trattative salariali e nei negoziati sui CCL, ma anche nei confronti della politica. Il Comitato SEV e la Direzione sindacale si im- pegneranno in tal senso. Con la bocciatura alle urne dell’i- niziativa «del Caos», contro la quale si sono mobilitati tutti i sindacati, nuove sfide occuperanno d’ora in poi il centro della scena: proseguirà senza sosta la lotta per il manteni- mento dei salari minimi cantonali, ma anche per la salvaguardia e il rafforzamento dei diritti dei lavora- tori e delle lavoratrici, pure nell’ambito di eventuali «Accordi bilaterali III». AD SEV A LOSANNA La rotta tracciata è chiara Editoriale di Matthias Hartwich, Presidente del SEV p. 3
2 Il giornale del SEV N. 8 19 giugno 2026 Incidente a Birmensdorf Un dipendente delle FFS di 56 anni ha perso la vita la mattina del 9 giugno in un incidente fer- roviario a Birmensdorf (ZH). Per ragioni ancora da chiarire, l’uomo è stato investito da una locomoti- va di manovra ed è rimasto ferito mortalmente. «I nostri pensieri vanno ai suoi cari e ai suoi colle- ghi sul posto», dichiara Patrick Kummer, vicepresidente del SEV. Proroga degli aiuti al TCNA Il trasferimento del traffico merci transalpino dalla strada alla fer- rovia ha subito una battuta d’ar- resto, in particolare a causa dei lavori di costruzione e delle inter- ruzioni di linea in Germania. Per contrastare questa tendenza negativa, il Consiglio federale intende prorogare fino al 2035 i contributi di esercizio al traffico combinato non accompagnato, attualmente previsti fino al 2030. Tra il 2027 e il 2030, con la proroga dei contributi di eser- cizio, il Consiglio federale inten- de versare al TCNA tra i 55 e i 59 milioni di franchi all’anno, per poi passare a una media di 50 milioni a partire dal 2030. No a violenza e molestie Il Consiglio federale propone la ratifica delle convenzioni n. 190 e 191 dell’Organizzazione interna- zionale del lavoro (OIL) contro la violenza e le molestie e a favore di un ambiente di lavoro sicuro e salubre. L’USS accoglie con favo- re questo passo e invita il Parla- mento a decidere rapidamente in merito a una ratifica attesa da tempo. Per molti lavoratori e molte lavo- ratrici in Svizzera, la violenza e le molestie fanno parte della quoti- dianità lavorativa. Gli studi dimo- strano che una donna attiva su due subisce molestie sessuali sul posto di lavoro nel corso della propria carriera. Particolarmente colpite sono le giovani donne, le apprendiste e le lavoratrici con rapporti di lavoro precari. Molte delle persone coinvolte tacciono per paura di subire svantaggi professionali. Michael Spahr michael.spahr@sev-online.ch Una tavola rotonda, diversi gruppi di lavoro e tanti scambi personali hanno reso la Gior- nata della diversità del SEV un’esperienza davvero speciale. Il 22 maggio, le Commis- sioni Donne, Giovani e Migrazione hanno invitato i propri membri a Olten per un ricco programma. È la prima volta in oltre dieci anni che le commissioni organizzano una giornata comune. «Vicinanza e distanza nella quotidianità lavora- tiva: un esercizio di equilibrio» è il motto della Giornata della diversità. Circa 50 membri delle commissioni SEV e diversi ospiti si sono riuniti allo Schützi di Olten. La giornata è stata orga- nizzata da Stefanie Fürst (segretaria sindacale Gioventù), Besa Mahmuti (Migrazione) e Sibylle Lustenberger (pari opportunità e donne), non- ché da numerosi collaboratori e collaboratrici del segretariato centrale e dai/dalle militanti. È toccato a Besa Mahmuti inaugurare la giornata: «Oggi parliamo di qualcosa che riguarda tutti e tutte noi, che sia in treno, in ufficio, in famiglia o nella vita quotidiana. Parliamo di come vivia- mo insieme, nonostante siamo così diversi. La domanda è: siamo davvero così diversi? Ci sono punti in comune?» Un esercizio di equilibrio quotidiano Hanny Weissmüller, vicepresidente del Co- mitato SEV, ha tenuto il discorso di apertura: «La vicinanza ci rafforza. Crea solidarietà, fidu- cia e offre sostegno nei momenti difficili. Allo stesso tempo, però, può anche vacillare, in par- ticolare per le persone migranti, le donne, i gio- vani lavoratori e le giovani lavoratrici, che subi- scono violazioni dei propri diritti più spesso di altri. Per il SEV è chiaro: dobbiamo denunciare apertamente le discriminazioni, prendere sul serio le persone colpite e modificare le strutture dove necessario». Nel suo discorso di benvenuto, il presidente del SEV Matthias Hartwich ha lanciato un’esor- tazione: «Opponiamo la solidarietà alla barba- rie». Con queste parole critica la tendenza di alcuni partiti e movimenti politici a emarginare le persone. «Dobbiamo ricordarci che i sindaca- ti si sono sempre battuti per l’uguaglianza di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici, indipen- dentemente dall’origine, dal genere o dall’orien- tamento sessuale». Rendere visibile la discriminazione La tavola rotonda ha subito preso il via dopo i discorsi. Sibylle Lustenberger ha moderato una discussione con diversi esperti sulle questioni relative alle discriminazioni: «Questo tema ri- guarda tutti e tutte noi», ha affermato. Gli/le ospiti hanno affrontato diversi aspetti, partendo dalle loro esperienze personali e riflettendo sui modi per combattere la discriminazione. Particolarmente toccanti sono state le testi- monianze di Lilian Senn e Lucy Oyubo Osterwal- der dell’associazione Surprise. Entrambe hanno vissuto esperienze ai margini della società, che hanno condiviso con i/le presenti. La guida tu- ristica, originaria del Kenya, ha subito discrimi- nazioni razziali. Lucy Oyubo Osterwalder lo sperimenta quasi ogni giorno a causa del colore della sua pelle: «Ad esempio, quando chiedo in- dicazioni a qualcuno per strada, molti semplice- mente scappano via». Questa insegnante e in- terprete di lunga data deve inoltre affrontare diverse forme di esclusione nel mercato del lavo- ro. Lilian Senn, ex autista di autobus e oggi an- che guida turistica di Surprise, ha vissuto a lun- go in condizioni di senzatetto. Da senzatetto era molto vulnerabile e ogni giorno doveva lottare per sopravvivere, persino nella ricca Svizzera: «Quando non hai più nulla, non hai più nemme- no voce in capitolo». «Le discriminazioni e i privilegi sono le due facce della stessa medaglia», ha dichiarato Idil Abdulle, della Commissione federale contro il razzismo. «Non si sceglie l’ambiente in cui si na- sce. Non si sceglie di vivere, da bambini, in un contesto di guerra o nell’agiatezza. Non si sce- glie questo. Chi è privilegiato spesso non si ren- de conto che altri sono sistematicamente svan- taggiati». Tarek Naguib, del Centro di competenza per la migrazione (isa), osserva che le discriminazioni non sono un problema indivi- duale, ma un problema sociale: «Occorrono strutture chiare che proteggano le persone coin- volte e istituzioni che si assumano le proprie re- sponsabilità». Secondo la sindacalista Lirija Sejdi, spetta anche ai sindacati portare avanti la lotta contro la discriminazione. «È un campo in cui c’è ancora molto da fare». Gruppi di lavoro su vicinanza e distanza Nella seconda parte della giornata dedicata alla diversità – nel pomeriggio – i/le parteci- panti si sono divisi/e in quattro gruppi. A tur- no, hanno preso parte a quattro gruppi di lavo- ro, denominati «World Cafés», dedicati ai temi del razzismo, delle violazioni dei limiti, del dia- logo intergenerazionale e delle apprensioni. L’ultimo gruppo di lavoro è stato moderato da Barbara Keller, vicepresidente del SEV, che si è dimostrata entusiasta nei confronti dei/delle partecipanti: «Sono rimasta particolarmente colpita dalla franchezza con cui i/le partecipan- ti hanno affrontato le questioni relative alla distanza, alle incertezze e alle reticenze. Gli scambi hanno dimostrato che la vicinanza e la fiducia devono essere costruite attivamente e che gli scambi personali svolgono un ruolo cen- trale in questo senso». Scambi individuali, ascolto e una riflessione sul proprio ruolo e sul proprio posto in una so- cietà diversificata hanno caratterizzato questa Giornata della diversità. «La Giornata della di- versità è stata un successo», ha sottolineato Ste- fanie Fürst, co-organizzatrice. Per lei e per col- leghe e colleghi una cosa è chiara: l’avventura continua. Si prevede di organizzare nuovamen- te nel 2028 una giornata comune durante la qua- le il SEV esaminerà con occhio critico la propria diversità; una diversità che, nonostante le diffe- renze, rafforza in definitiva il sindacato. A fine giornata, i/le partecipanti si sono goduti un ape- ritivo condito anche d, musica e danze. La diver- sità vissuta all’interno del sindacato è anche si- nonimo di amicizia e divertimento. GIORNATA DELLA DIVERSITÀ Solidarietà invece di barbarie MICHAEL SPAHR Sibylle Lustenberger, Lirija Sejdi, Lucy Oyubo Osterwalder, Tarek Naguib, Lilian Senn e Idil Abdulle dibattono sulle discriminazioni.
Il giornale del SEV N. 8 19 giugno 2026 3 Michael Spahr michael.spahr@sev-online.ch La prima assemblea dei delegati SEV si è svolta l’11 giugno 2026 presso il museo Olimpico di Losanna. I circa 120 delegati hanno deciso di lanciare una campagna per migliorare la tutela della salute. L’assemblea dei delegati, che d’ora in poi si svol- gerà regolarmente ogni anno in cui non si tiene il congresso SEV, è stata aperta d