TCS Ambulance espande soccorso e trasporto sanitario in Svizzera; acquisizioni di sei società regionali

«Pronti ad intervenire in caso di emergenza»

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«Pronti ad intervenire in caso di emergenza»

Intervista Dominic Graf Foto Emanuel Freudiger

Molti associano il Touring Club Svizzero soprattutto al soccorso stradale. Perché investire anche nel settore del salvataggio? Philippe Klaus: Dal 1958 il TCS garantisce assistenza ai propri soci all’estero con il Libretto ETI, offrendo supporto in caso di malattia o infortunio. Con il suo team di medici gestisce le consulenze mediche, organizza i trasporti sanitari e assiste i soci durante il rimpatrio. Che il TCS sia impegnato nell’ambito della salute non è, quindi, una novità. Per rafforzare tale impegno anche in Svizzera, ci è sembrato logico investire nel settore del salvataggio e del trasporto sanitario. Del resto, il TCS si è occupato del trasporto di feriti già nel dopoguerra e fino agli anni ’60.

Qual è la missione principale di TCS Ambulance? Al centro del nostro operato c’è il paziente che, trovandosi in una situazione di urgenza medica, ha bisogno di aiuto immediato. Per ogni emergenza – che si tratti di una singola persona o di un evento di grandi proporzioni – vogliamo essere pronti con i nostri servizi. A tal fine creiamo le migliori condizioni possibili investendo nella formazione di base e avanzata dei nostri collaboratori, utilizzando mezzi operativi moderni, promuovendo la digitalizzazione e, infine, garantendo a tutti i pazienti l’accesso ad un’assistenza preospedaliera all’avanguardia, nel rispetto di elevati standard qualitativi.

Cosa distingue le ambulanze del TCS dai servizi cantonali e come si integrano nel sistema pubblico? TCS Ambulance è attivo su due fronti: il salvataggio e il trasporto sanitario. Nella pratica, i servizi di salvataggio privati non sono diversi da quelli pubblici. Devono rispettare i requisiti cantonali e superare gli audit di qualità dell’Interassociazione di salvataggio (IAS). Anche i nostri servizi, esattamente come le ambulanze pubbliche, sono collegati alle centrali operative di soccorso 144. Per quanto riguarda il trasporto sanitario, operiamo prevalentemente su incarico diretto di diverse istituzioni del sistema sanitario, adottando un approccio regionale e collaborando con le nostre società a livello intercantonale. Con questa offerta alleggeriamo il carico di lavoro dei servizi di salvataggio, permettendo loro di concentrarsi sulla missione principale: soccorrere. Tengo a sottolineare che le ambulanze del TCS non sono in concorrenza con quelle pubbliche, ma le integrano e le affiancano.

Come funziona il salvataggio al di là dei confini cantonali? Il salvataggio, come la sanità, rientra nelle competenze dei Cantoni, i quali sono chiamati a rispondere alle proprie esigenze specifiche e ad organizzarsi di conseguenza. È evidente che un Cantone urbano come Ginevra affronta sfide diverse da quelle che si presentano ad un Cantone montano come i Grigioni. Le centrali operative di soccorso seguono sempre di più il cosiddetto principio del «next best» che consiste nel mobilitare sempre il mezzo di soccorso appropriato più vicino, riducendo così i tempi di attesa del paziente. Anche la collaborazione nella zona di confine tra due cantoni riflette sempre più tale principio.

Il TCS Libretto protezione d’emergenza La protegge da costi elevati dopo un trasporto d’emergenza e La aiuta a mantenere la Sua mobilità durante la fase di guarigione.

Dal 2021, anno della fondazione, avete registrato una forte crescita e rilevato diversi servizi di ambulanza regionali. Qual è la vostra visione a lungo termine? A rendere possibile questa rapida crescita è stata l’acquisizione graduale di sei società già esistenti. Inoltre, nel canton Berna abbiamo fondato un nostro servizio di trasporto sanitario insieme al Centro ospedaliero di Bienne. Conclusa la fase delle acquisizioni, miriamo ora a crescere con le nostre forze. Vogliamo espanderci soprattutto nella Svizzera tedesca, consolidando la nostra posizione di organizzazione leader nel settore dei soccorso d’emergenza e trasporto sanitario su strada. Continueremo, inoltre, a promuovere una maggiore collaborazione tra gli operatori in materia di approvvigionamenti, formazione e sviluppo di nuovi servizi. Naturalmente desideriamo anche contribuire all’ulteriore sviluppo del settore in Svizzera. A tal fine, promuoviamo la nostra visione nazionale presso le autorità, le altre società di ambulanze o la nostra partner, la guardia aerea svizzera di soccorso Rega.

In che misura TCS Ambulance è collegata al TCS Libretto ETI? Da un lato, la Centrale d’intervento ETI ci supporta nell’accettazione e gestione dei trasferimenti sanitari programmati. Dall’altro, noi garantiamo il trasporto via terra dei soci TCS in possesso di un Libretto ETI che devono rientrare in Svizzera per motivi di salute. In altre parole, noi ci occupiamo dei rimpatri dall’estero che possono essere effettuati su strada oppure trasportiamo i pazienti dall’aeroporto d’arrivo all’ospedale. Svolgiamo questo servizio anche per altre organizzazioni, in particolare per la Rega. In cambio la Rega, con cui il TCS ha una stretta collaborazione, prende in carico gran parte dei rimpatri aerei dei soci TCS.

Il TCS Libretto protezione d’emergenza copre le spese d’ambulanza non rimborsate dalla cassa malati. Che ruolo ha svolto TCS Ambulance nello sviluppare questo nuovo servizio? Alla fondazione di TCS Ambulance è emerso chiaramente che spesso l’assicurazione malattie obbligatoria copre solo in parte i costi di un intervento di soccorso o trasporto in autoambulanza. Ma molti cittadini non ne sono al corrente e rischiano di dover incorrere in costi elevati e inaspettati. Per questo motivo abbiamo contribuito, in collaborazione con il TCS, allo sviluppo del Libretto protezione d’emergenza.

«Tra dieci anni TCS Ambulance godrà della stessa notorietà della TCS Patrouille» Philippe Klaus, CEO TCS Ambulance

Come deve essere una medicina d’urgenza che funziona? Come economista aziendale, non oserei esprimermi in merito. È, però, chiaro che la catena di salvataggio si rafforza se la collaborazione tra tutti i livelli è ottimale. È proprio il potenziamento della rete dei First Responder a garantire l’invio di aiuti fondamentali nei primi minuti di un’emergenza fino all’arrivo dei soccorritori. Sono anche convinto che la digitalizzazione acquisterà un peso sempre maggiore nel settore del salvataggio, aprendo nuove possibilità e aiutando medici, centrali e soccorritori a comunicare meglio durante un intervento e adottare ancora più rapidamente le misure vitali. Un ulteriore vantaggio della digitalizzazione si rivelerà nel miglioramento della qualità e nell’ottimizzazione dei processi operativi. È anche per questo motivo che il TCS sostiene la cattedra di telemedicina d’emergenza in collaborazione con la facoltà di medicina dell’Università di Berna e l’Inselspital.

Quali sono, a suo avviso, le sfide maggiori nel settore del salvataggio? Considerando l’evoluzione demografica e il conseguente aumento del volume di interventi, una sfida potrebbe essere rappresentata dalla disponibilità di personale specializzato. Altre questioni si pongono in merito alla definizione delle tariffe e ai modelli tariffari che divergono molto da un cantone all’altro. Già oggi le sfide nel settore della mobilità sono evidenti: nelle ore di punta, anche per i soccorritori non è sempre facile farsi strada nel traffico congestionato. In questi casi, dipendono fortemente dalla collaborazione di tutti gli utenti della strada per lasciare, ad esempio, un corridoio d’emergenza libero.

Come sarà TCS Ambulance tra dieci anni? Tra dieci anni TCS Ambulance avrà la stessa notorietà della TCS Patrouille. Grazie a soluzioni innovative, darà un importante contributo all’ulteriore sviluppo della catena di salvataggio in Svizzera. Quanto al trasporto sanitario, aumenteremo l’efficienza dei nostri processi grazie alle piattaforme digitali. E, cosa più importante, anche in futuro saranno degli esseri umani ad aiutare altri esseri umani.

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