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title: "Svizzera subisce perdite di produzione dovute a inondazioni all’estero; entro il 2060 con perturbazioni amplificate"
sdDatePublished: "2026-08-12T15:49:00Z"
source: "https://www.nccs.admin.ch/nccs/it/home/cambiamenti-climatici-e-impatti/nccs-impacts/approvvigionamento/risultati.html"
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  - name: "economy, business and finance"
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locations:
  - "Switzerland"
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Svizzera subisce perdite di produzione dovute a inondazioni all’estero; entro il 2060 con perturbazioni amplificate

National Centre for Climate Services NCCS

I rischi climatici all’estero si ripercuotono sull’economia svizzera attraverso le catene di approvvigionamento internazionali. Quali settori sono maggiormente colpiti? Come evolvono le perdite di produzione fino al 2060? Quali rischi climatici causano le maggiori perturbazioni nelle catene di approvvigionamento internazionali? Qui vengono presentate le principali conclusioni e illustrate le raccomandazioni pratiche.

La possibilità che i rischi climatici all’estero abbiano ripercussioni economiche elevate sulla Svizzera aumenta nella maggior parte dei Paesi fino al 2060, soprattutto per quelli fortemente esposti a una combinazione di più pericoli. Come previsto, l’aumento è maggiore nello scenario senza misure globali di protezione del clima (RCP8.5), anche se nello scenario con misure di protezione coerenti (RCP2.6) si prevede comunque un aumento percentuale significativo delle ripercussioni economiche sulla Svizzera.

In particolare, nello scenario con forte cambiamento climatico (RCP8.5), la Svizzera potrebbe subire notevoli perdite di produzione da parte di diversi Paesi europei economicamente rilevanti, inclusi alcuni Paesi confinanti.

I cambiamenti nei Paesi confinanti sono particolarmente rilevanti, dal momento che figurano tra i principali partner commerciali della Svizzera. Molte aziende svizzere vi acquistano materie prime, componenti o servizi e vi rivendono i propri prodotti.

Di conseguenza, eventuali perturbazioni climatiche severe in questi Paesi, come inondazioni o tempeste, possono ripercuotersi negativamente sulla produzione e sull’economia della Svizzera. Queste conseguenze indirette sono già percepibili oggi e con ogni probabilità diventeranno più frequenti e intense in futuro. Per questo motivo è importante che le strategie di adattamento al cambiamento climatico e le politiche di protezione del clima tengano conto anche degli sviluppi all’estero.

Sviluppo delle perdite di produzione in Svizzera fino al 2060

Nel complesso, gli inasprimenti osservati fino al 2060 sono riconducibili quasi esclusivamente alle inondazioni fluviali. In entrambi gli scenari futuri presi in esame, la loro frequenza e intensità aumentano notevolmente, estendendo il numero di Paesi in cui eventi di questo tipo potrebbero avere ripercussioni economiche particolarmente forti per la Svizzera. Si prevede che in futuro le inondazioni fluviali in qualsiasi Paese saranno responsabili dei maggiori danni indiretti complessivi in Svizzera. I danni provocati dalle tempeste invernali europee e dai cicloni tropicali rimangono comparabili ai valori attuali, poiché, secondo le conoscenze attuali, la loro frequenza e intensità non aumenterà in modo significativo.

Già oggi le inondazioni fluviali sono tra i rischi legati al clima che colpiscono maggiormente l’economia svizzera attraverso le catene di approvvigionamento internazionali. In molti Paesi con i quali la Svizzera ha stretti legami economici, le inondazioni lungo i fiumi causano interruzioni della produzione e delle consegne e ritardi nei trasporti delle merci.

La criticità è particolarmente elevata nei Paesi dove le inondazioni sono frequenti e al contempo le relazioni economiche con la Svizzera sono fortemente interconnesse: in questi casi, anche un singolo evento può compromettere la stabilità e la resilienza di intere catene del valore.

In determinati anni, eventi estremi all’estero possono provocare ingenti perdite di produzione, con conseguenti ripercussioni notevoli per alcune aziende. Spesso queste oscillazioni non emergono dai valori medi annui comunemente utilizzati.

Se, ad esempio, un fornitore chiave fallisce, un’azienda può essere costretta a sospendere la produzione o a cercare fornitori alternativi, generando incertezze economico-aziendali.

Nel 2024, ad esempio, le aziende svizzere sono state più volte colpite da eventi meteorologici estremi e catastrofi naturali all’estero. Le inondazioni nell’Asia meridionale, le ondate di calore nell’Europa meridionale e le tempeste in Nord America hanno determinato interruzioni significative nelle catene di approvvigionamento internazionali e interruzioni temporanee nella produzione. Questi eventi legati al clima, soprattutto nella loro combinazione e successione ravvicinata, hanno avuto un impatto notevole sull’andamento del fatturato, sulla struttura dei costi e sulle tempistiche delle aziende svizzere con notevoli variazioni del fatturato nell’arco dell’esercizio in singoli casi. Le esperienze del 2024 dimostrano che tali perturbazioni legate al clima possono rappresentare un rischio crescente in tutti i settori.

Impatti indiretti sulle catene di approvvigionamento dei settori svizzeri

A causa della sua forte interdipendenza internazionale, l’economia svizzera è esposta a un rischio crescente di impatti indiretti del cambiamento climatico. I rischi climatici, come le inondazioni fluviali, le tempeste invernali europee e i cicloni tropicali in regioni produttive importanti, possono avere ripercussioni significative su diversi settori svizzeri, anche se gli eventi si verificano a grande distanza.

I settori maggiormente colpiti dai rischi climatici globali attraverso le catene di approvvigionamento sono il commercio all’ingrosso, il settore farmaceutico, l’industria meccanica, elettrica e metallurgica (MEM) e il settore edile. Anche l’industria alimentare e l’agricoltura, entrambi importanti per l’economia svizzera, possono risentirne attraverso le loro catene di approvvigionamento. L’industria tessile potrebbe subire le perdite più alte, pur avendo complessivamente un peso minore sull’economia nazionale.

L’industria MEM è uno dei settori più importanti della Svizzera, con un volume di esportazioni di circa 70 miliardi di franchi nel 2023, pari a oltre un quarto delle esportazioni totali. Le materie prime, i prodotti semilavorati e i beni d’investimento provengono principalmente da Europa e Asia. Tra le importazioni figurano metalli, prodotti chimici, macchinari, computer, prodotti elettronici e veicoli.

Il maggiore impatto sull’industria MEM svizzera è dato dalle perturbazioni climatiche che interessano il settore dei servizi e l’industria manifatturiera estera. Questa tendenza è destinata ad aumentare in futuro, da un lato per via della progressiva digitalizzazione e automazione dell’industria MEM svizzera, che dipende fortemente dai servizi IT, dalla logistica e dalle conoscenze ingegneristiche provenienti dall’estero, e dall’altro perché i rischi climatici all’estero sono destinati ad aumentare.

Perdite della produzione nell’industria MEM svizzera a causa di catene di approvvigionamento compromesse

Il settore comprende studi legali, notarili, consulenze legali, studi di contabilità e revisione, amministrazioni aziendali e studi di consulenza. I relativi servizi si basano soprattutto sulle conoscenze e sulle competenze. Questo settore è di grande importanza per la Svizzera, perché rappresenta quasi il 5 per cento dell’intera produzione economica nazionale. La catena di approvvigionamento del settore dei servizi è costituita principalmente da servizi esteri, mentre i materiali e i prodotti rappresentano solo una piccola parte (p. es. apparecchiature per ufficio come i computer). Di conseguenza, sono soprattutto le interruzioni nel settore dei servizi dei Paesi europei i principali responsabili delle perdite di produzione in Svizzera e, stando alle valutazioni, sono destinate ad aumentare in futuro.

Perdite della produzione nel settore dei servizi svizzeri a causa di catene di approvvigionamento compromesse

Il settore alimentare e l’agricoltura in Svizzera dipendono fortemente dalle importazioni, in particolare di alimenti per animali, sementi, concimi e alimenti di base come il riso o il caffè. Questa dipendenza dalle importazioni rende i settori nazionali vulnerabili alle perdite dovute al clima nelle regioni di coltivazione estere. A causa del cambiamento climatico, le perdite dirette di raccolto nelle regioni di coltivazione, ad esempio a causa di inondazioni fluviali o cicloni tropicali, potrebbero comportare perdite indirette della produzione in Svizzera.

Gli impatti diretti sull’agricoltura all’estero sono infatti responsabili delle maggiori perdite nell’industria agroalimentare svizzera. Anche le perturbazioni legate al clima di altri settori all’estero, soprattutto in Europa, possono causare interruzioni della produzione, ad esempio nel settore dei servizi e, in misura minore, nell’industria manifatturiera.

Perdite della produzione nel settore alimentare e nell’agricoltura svizzeri a causa di catene di approvvigionamento compromesse

Il settore alimentare svizzero e l’agricoltura rivestono un ruolo importante nella sicurezza dell’approvvigionamento. Attualmente l’importazione di beni critici funziona in modo relativamente affidabile; tuttavia, in futuro il rischio principale potrebbe derivare dalle merci che sono importate da un numero limitato di Paesi. La Svizzera, ad esempio, dipende fortemente dai concimi e dalle sementi dei Paesi confinanti. Analogamente, nel caso del riso o del caffè, le perturbazioni dovute al clima potrebbero compromettere la sicurezza dell’approvvigionamento.

L’industria farmaceutica riveste grande importanza per la Svizzera. Il nostro Paese dipende fortemente dalle importazioni: il 70 per cento delle materie prime necessarie proviene dall’UE.

Oggi, e ancor più in futuro, le inondazioni fluviali rappresentano il principale rischio climatico per le catene di approvvigionamento globali dell’industria farmaceutica. A essere particolarmente interessati sono i siti di produzione in Europa e Asia, nei quali vengono fabbricati numerosi semilavorati farmaceutici e forniti servizi.

Rispetto alla situazione attuale, le perdite annuali legate al clima subite dall’industria farmaceutica svizzera raddoppiano nello scenario futuro con un cambiamento climatico moderato (RCP2.6) e si triplicano nello scenario futuro con un forte cambiamento climatico (RCP8.5). Le perdite maggiori derivano dalle perturbazioni legate al clima del settore estero dei servizi (Service), come parte integrante della logistica, dei trasporti e dell’infrastruttura IT, e dell’industria manifatturiera (Manufacturing), seguita dall’agricoltura (Agriculture), in quanto fornitore di ingredienti e materie prime.

Perdite della produzione nell’industria farmaceutica svizzera a causa di catene di approvvigionamento compromesse

Per quanto riguarda la sicurezza dell’approvvigionamento di farmaci, occorre sottolineare che in Svizzera l’industria si concentra sempre più sulla produzione di farmaci altamente specializzati e meno sulla produzione di medicinali per cure di base, come antibiotici, farmaci cardiovascolari, antidolorifici e insulina. La maggior parte di questi medicinali per cure di base viene prodotta in Asia, e da un numero ridotto di produttori, il che ha reso le catene di approvvigionamento particolarmente vulnerabili. Le perturbazioni dovute a eventi climatici estremi possono dunque portare rapidamente a carenze.

Le difficoltà di approvvigionamento in Svizzera sono già più frequenti e il cambiamento climatico potrebbe aggravare ulteriormente la situazione, poiché non solo influisce sulle catene di approvvigionamento, ma favorisce al contempo anche la diffusione di agenti patogeni, malattie respiratorie, cardiache e circolatorie, aumentando così la domanda di farmaci.

Si prevede un drastico aumento della domanda di materie prime critiche come rame, litio e terre rare, essenziali per le tecnologie di transizione energetica e utilizzate, ad esempio, nella produzione di veicoli elettrici, turbine eoliche e sistemi di accumulo delle batterie. Tuttavia, l’approvvigionamento di tali risorse è spesso condizionato da fattori geopolitici, presenta criticità ambientali ed è limitato a pochi Paesi.

La Svizzera importa principalmente prodotti semilavorati, anziché acquistare direttamente mate