Comuni svizzeri desiderano affrontare la trasformazione digitale in Svizzera; 62% vogliono coordinare progetti digitali
Comuni svizzeri desiderano affrontare la trasformazione digitale in Svizzera; 62% vogliono coordinare progetti digitali Digitalizzazione nei comuni: collaborazione auspicata, sostegno necessario - Schweizerischer Gemeindeverband Digitalizzazione nei comuni: collaborazione auspicata, sostegno necessario La maggioranza dei Comuni svizzeri desidera affrontare la trasformazione digitale in modo congiunto, anche se all’atto pratico la collaborazione si rivela spesso impegnativa. Inoltre, i Comuni auspicano che la Confederazione e i cantoni definiscano standard uniformi, garantiscano una guida più forte e una comunicazione chiara. È quanto emerge dal sondaggio sullo stato della trasformazione digitale nei Comuni svizzeri, condotto ogni anno dall’associazione Il mio Comune, dall’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS) e dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale (FHNW). Quasi un terzo dei Comuni svizzeri (639) ha risposto a tutte le domande del sondaggio condotto in primavera. Secondo Joachim Tillessen, responsabile dello studio presso la FHNW, l’elevato tasso di risposta offre una base di dati significativa e testimonia al contempo l’importanza che i Comuni attribuiscono al tema della digitalizzazione. Il tema centrale del sondaggio di quest’anno, sostenuto anche da Amministrazione digitale Svizzera (ADS) nell’ambito dell’offensiva per la formazione digitale, ha riguardato la collaborazione tra i Comuni nei progetti di trasformazione digitale. Sei Comuni su dieci (62%) desiderano affrontare la trasformazione digitale in maniera coordinata. Tra i vantaggi della collaborazione viene citato, da un lato, lo scambio di know-how ed esperienze, che si riflette positivamente sulla qualità e sull’efficienza. Dall’altro, vengono espresse anche preoccupazioni in merito all’incapacità di gestire da soli la trasformazione digitale: più della metà di tutti i Comuni svizzeri conta meno di 2000 abitanti e opera con un’amministrazione di dimensioni ridotte. Collaborazione: divario tra teoria e pratica Mentre in teoria il desiderio di collaborazione prevale chiaramente, nella pratica incontra una serie di difficoltà. In media, alla domanda sulla cooperazione effettiva, i Comuni si attribuiscono un voto insufficiente di 3,8; quasi un terzo di tutti i partecipanti si è addirittura attribuito un voto di 3,0 o inferiore. Tra gli ostacoli alla collaborazione figurano sia la perdita di autodeterminazione o dell’autonomia voluta politicamente, sia motivi pratici come i diversi sistemi informatici. Quando si punta alla collaborazione, a livello operativo l’attenzione si concentra sui Comuni limitrofi, seguiti da associazioni e organizzazioni comunali. Per i Comuni, la collaborazione con il cantone o la Confederazione gioca un ruolo marginale nei progetti di collaborazione. Al contrario, essi auspicano da questi livelli statali linee guida più chiare e un maggiore coordinamento. Anche la disponibilità di risorse (umane e finanziarie), una direzione aperta alla trasformazione digitale e il coordinamento con altri attori della digitalizzazione rappresentano fattori critici di successo. A quest’ultimo aspetto rispondono l’associazione Il mio Comune e l’Associazione dei Comuni Svizzeri con il progetto «GemeindeConnect», che mira a creare servizi di digitalizzazione uniformi a livello cantonale, al fine di evitare doppioni. «Nei cantoni di Soletta e Friburgo abbiamo appena concluso positivamente le fasi pilota», afferma Claudia Kratochvil, direttrice dell’ACS. «Grazie al sostegno finanziario di Amministrazione digitale Svizzera, ora intendiamo introdurre “GemeindeConnect” anche in altri cantoni.» Identificazione elettronica: ai Comuni servono informazioni In un’altra parte del sondaggio, ai Comuni è stato chiesto anche un parere sull’e-ID, la cui introduzione è prevista entro la fine dell’anno. Dai risultati emerge che l’e-ID è generalmente percepita dai Comuni come un elemento cardine dell’amministrazione digitale. Allo stesso tempo, quasi il 70 per cento giudica poco chiaro l’attuale livello di informazione o dichiara addirittura di disporre di informazioni insufficienti per poter valutare e prepararsi in modo adeguato ai cambiamenti imminenti. Solo il 3 per cento definisce chiaro lo stato delle informazioni. I Comuni si aspettano che l’e-ID venga impiegata principalmente nei processi amministrativi classici, dove ancora oggi dominano i moduli, le prove e gli attestati, come ad esempio per i certificati di domicilio. Le applicazioni per le offerte del tempo libero o le biblioteche, ma anche per settori come la scuola o per votazioni ed elezioni, sono previste molto più avanti nel tempo. «I Comuni riconoscono l’importanza dell’e-ID, ma la maggior parte di essi è tuttora in fase di orientamento e ha assolutamente bisogno di informazioni riguardo alla sua concreta attuazione. Proprio la comunicazione dei vantaggi dovrebbe quindi essere determinante nei prossimi anni per l’accettazione e la diffusione dell’e-ID», afferma Alexander Sollberger, presidente dell’associazione Il mio Comune. Risultati del sondaggio presso i Comuni 2026 Progetto «GemeindeConnect» Comunicato stampa ...